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Pubblicità martedì, 04 luglio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 13:47 [permalink] [Comunicazioni al fidelissimo popolo]


 

Compagnia Rodisio
Wonderful


corpo in gabbia, corpo di plastica, corpo poetico

Seminario di formazione per attori

Workshop condotto da: Davide Doro

Non c'è riparo, dunque,nemmeno tra le mura domestiche, dove la furia oppressiva si trasforma,
prende altre forme, si fa ironica, di un'ironia acre e dolorosa.


Il seminario si sviluppa intorno alla ricerca teatrale che ha portato alla realizzazione dello spettacolo Wonderful - Volevano la vita eterna, Progetto Finalista Premio Scenario 2005.
Per la drammaturgia sono stati presi in considerazione i tre testi di Harold Pinter, The Birthday Party, Celebration e Party Time.
L' attenzione dell'attore si concentra in un tentativo, vano, commovente, talvolta disperato di placare la violenza che fugge al controllo del corpo di plastica, che solo un attimo prima sorrideva pacato.
Il lavoro sul corpo si ispira all' iconografia delle pubblicità anni '50, simbolo di un boom economico legato quasi in maniera assoluta allo stile imposto dalla cosiddetta American Life.
Le immaginazioni bidimensionali, tragicamente fisse, che ostentano la tranquillità di una vita familiare quasi sempre legata agli oggetti d'arredamento, sono lo spunto per un lavoro di resistenza fisica, dove il corpo dell'attore deve attraversare lo spazio tra vero e finto, disperatamente vero, disperatamente finto.
La casa si fa gabbia, la tavola da pranzo assiste immobile alla distruzione.
Wonderful è la metafora di un solo meccanismo, quello della Violenza che insidia, minaccia, oltraggia l'individuo, a cui rimane la sola possibilità di nascondersi sotto le parvenze di una villana mansuetudine.

Date: dal 27 al 30 luglio

A chi è rivolto:
a tutti, non solo agli attori

Quota di Iscrizione: 90 € (4 giornate di lavoro)

Ulteriori info sul workshop in formato pdf

Referente per i laboratori: Valentina Tarantino
tel 0588.87529 - fax 0588.90528 - cell 347.9646404
laboratori@volterrateatro.it

 

Pubblicità progresso. E' un gruppo che ho conosciuto a Genova, davvero molto bravo. Merita di essere visto. Se qualcuno dei viandanti che perdono tempo nelle mie pagine è interessato, ben venga.


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Scene da Burnout martedì, 09 maggio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 19:27 [permalink] [Pensiero che scorre]

Il primo maggio ero piacevolmente agitato, come se stessi andando a conoscere una bella ragazza. Ambiente nuovo, gente nuova, prima occasione di esporre al pubblico. Mediavo pensieri anche troppo ottimistici con una sana dose di cinismo e pessimismo, pensando intensamente "cazzate" ogni qual volta immaginavo film mentali di gloria e realizzazione.
Invece di essere su un prato a ridere e bere fra le fiamme dei fiori, del barbecue e di cannoni accesi, stavo montando catene su impalcature in metallo, per poi appenderci le cornici con le foto. Tanti giochi di fil di ferro e gancetti su divisori in stoffa nera. Tanta inventiva ed arte italica dell'arrangiarsi, con almeno due cornici rotte per terra e tetre bestemmie scappate per la Loggia. Alla seconda cornice rotta, un gruppo di curiosi di avvicinava con fare quasi crocerossino: "tutto bene?" "Porco Bubu ladro!". Non è una risposta bella, visto che Bubu stava per Dio, ma almeno facevo vedere che ero vivo e vegeto. Intanto la Lalla ridacchiava e faceva lavori di artigianato creativo per appendere le sue foto. Disarmante l'ideazione spartana ma efficacie di questa donna: le foto appiccicate su un rettangolo di cartoncino nero, appese con morsetti legati a fil di plastica all'impalcatura. Forse non avete capito un cazzo di come le ha appese. Amen. Vi basti sapere che è candidata a diventare la mia segretaria tuttofare quando sarò un famoso magistrato, o quando sarò un famoso barbone.

Eravamo arrivati alle 10:00. Pensavo che un'ora di tempo fosse sufficiente a montare tutto. Alle 13:45 urlavo di gioia per aver finalmento finito la disposizione delle foto, il fatto d'averle appese, l'ideazione di due cartelli su cartone nero con scritta bianca. Il mio genio logistico fa acqua da molto tempo: anni fa, per trovare un posto adatto a scambiare tranquille effusioni erotiche con un bel donnino, sceglievo il posto dove tutta la mia compagnia dell'università andava a mangiare. Risultato: al loro arrivo mi avevano trovato fuso in una scultura neorealista con punte di Picasso nel suo periodo cubista. Questo per far capire come alle 14:00 stavo ancora ponderando di spostare, rimettere, risistemare, riscrivere cose per l'esposizione. Non è stato un problema solo mio: ogni tanto vedevo passare espositori impegnati in lotte epiche con catene, fili di ferro, fili di plastica, scotch biadesivo, gancetti, tronchesi, etc. Se fosse passato di lì MacGyver, avrebbe potuto costruire la bomba atomica.

Se siamo riusciti a finire entro le due è stato anche grazie all'aiuto della piccola Laura, chiamata "Arale" dagli amici, oppure se presente l'altra Laura che è la Lalla. Conosco troppe Lauree, invece mi farebbe comodo averle. O aprirò una kebabberia con il Benny, sperando che passi quel maledetto esame in Falafel. Leit motiv numero 165 della mia vita: se mi si presenta un'altra ragazza di nome Laura, o faccio finta di niente e mi volto dall'altra parte, o spero in qualche secondo o terzo nome. Non so più come distinguerle quando parlo. Di certo non per peculiarità somatiche.

L'inaugurazione era alle 18:00 dello stesso giorno. Una marea di gente prendeva d'assalto prima il tavolo del rinfresco (a base di focaccia, gallette, vino, torta ignota, patatine e noccioline ignorate) e poi le opere esposte. In sei giorni di presenza alla mostra, posso descrivere solo una volta come e' andata l'esposizione: arriva gente, guarda le foto, commenta, cerca un senso, alcuni se la tirano da intenditori, altri se ne vanno a capo chino e con umiltà. La maggior parte della gente è lì per farsi un giro. Io faccio un giro, più e più volte. Vedo lavori a cui farei un momunento: lavori costruiti con studio, anima e passione; lavori di persone che hanno voglia di fare per se stessi e per la propria passione. Ho imparato qualcosa da loro: ho sentito l'anima della foto. Ho anche visto tecniche di bianco e nero per le foto da cui devo prendere assolutamente esempio, per poter creare lavori degni di questo nome.
Ho visto lavori che sono stati scattati giusto per tappare buchi, o per esporre assolutamente, o per la vana ricerca della gloria terrena, che è l'approvazione altrui. Ho visto foto da cartolina, foto che proponevano un modello rasta in pose da fico assoluto, e spero vivamente che siano state le peggio considerate della mostra, giusto perchè odio l'autocelebrazione senza senso. Oppure c'erano foto scattate con una macchina da 650 euro, un aggeggio che fa pure le fellatio, se glielo chiedete. Queste foto proponevano un soggetto che era tale solo per il titolo, e il titolo non fa la foto. Lavori certamente di ottima qualità tecnica, ma con poca anima. E non lo dico per invidia.

Ho avuto modo di vedere vari spettacoli di teatro, reading letterari, arti visive in generale (con un quadro di Leonardo intitatolato "L'arcangelo Gabriele cerca di vendere enciclopedie alla Madonna") e concerti di vario tipo (dal rock - il batterista dei Jollyroger avrà la mia eterna gratitudine. Respect - alla musica argentina o etnica). Come teatro, mi ha colpito molto uno spettacolo prodotto dal gruppo RODISIO. Ok, perfetti sconosciuti. C'era solo un attore (un signor attore), un paio di comparse, musica, e immagini trasmesse su un cartellone. Di cosa parlava? Difficile spiegarlo qui. Fate conto che qualcuno venga a dirvi che siete spettatori inconsapevoli dell'arena dell'imbecillità, e siamo pure costretti a pagare il biglietto. Non importa che sia imbecillità politica, culturale, televisiva, o di vita da perfetto Mulino Bianco. Fate conto che ve lo dica con un sorriso, urlando ironico come un guitto pazzo, e che la vostra prima reazione sia un sorriso o una risata. Fate sempre conto che dopo la risata sentite l'amaro della verità. Svegliare le coscienze. Ecco lo spettacolo. E mi fa tristezza sapere che qualcuno poteva pensare, o pensa ancora, di puntare la sua vita sulla finzione della famigliola felice nel mulino. Che si fotta, quel dannato mulino.

Se fossi meno preso da cortine di ferro mentali e da annebbiamenti omeopatici, avrei potuto approfondire meglio la conoscenza con i miei "colleghi" mostraioli. Per due ottimi motivi. Il primo è per stringere amicizie e contatti in un mondo nuovo, diverso, e sicuramente fertile per chi sa cogliere occasioni di crescita. Il secondo motivo è la bellezza di alcune presenti, non solo in senso fisico: mi sono chiesto che mondo vedono e vivono loro. Giuro. Una domanda forse assurda, ma sono convinto che queste persone vivono senza farsi bloccare da paure e timori. Lo dice la parola stessa: vivono, senza finzioni. Ed è una lezione che voglio vedere e imparare.
Forse esagero, ma solo l'impressione del genere è come un tesoro, vista la "povertà" che vivo. E di poveri in giro ce ne sono, forse più poveri di quanto non avessi mai pensato. Ma sono altre impressioni, e queste forse non hanno più valore.


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Burnout 2006 domenica, 09 aprile 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 12:37 [permalink] [varie]

Messaggio doppiamente promozionale.

Il "Burnout" è una rassegna annuale di pittura, scultura, fotografia, artigianato creativo, arti visive, teatro, danza, musica, poesia, video. Si tiene oramai da circa 3-4 anni, con la speranza che ogni appuntamento annuale possa consolidare e far crescere questo progetto. E' organizzato dal circolo culturale Antiche Cappe Rosse, in collaborazione con il gruppo Burn Out. In parole povere, sono un gruppo di artisti che hanno creato una specie di consorzio per la promozione delle proprie opere, in modo poco dispendioso, proprio per agevolare il "piccolo" artista senza doverlo far passare per maccenismi di promozione che chiedono soldi, anima, e magari il diventare un po' puttane di se stessi. Ovviamente questo è il mio parere. Il sito di questa rassegna è: http://www.antichecapperosse.it/burnout
Doppiamente promozionale perchè io esporrò foto in questa rassegna, assieme al mio amico e compare "artista" Andrea Benei (respect), alla Laura (Ledra di DeviantArt), e ad alcuni esponenti di un neonato gruppo genovese di "deviati", sperando che questa mostra sia uno spunto per creare un vero zoccolo duro di fotografi in erba genovesi: è l'orgoglio e forse l'arroganza di creare un gruppo che possa ridare vita e nuovo impulso all'arte fotografica made in Genova (http://genovesideviati.deviantart.com per maggiori informazioni). La rassegna avrà inizio l'1 maggio, e durerà fino 6, e si terrà nella Loggia della Mercanzia di  Piazza Banchi, a Genova.

E' un'occasione da non perdere, anche per chi sarà un semplice spettatore. E' una grande occasione per chiunque abbia creatività e piglio artistico, e magari non la usa, per vedere persone che cercano di cogliere la propria occasione, e prendere spunto. Magari non diverremo famosi, non saremo artisti di successo, ma nessuno potrà dire che abbiamo perso l'occasione,  che non abbiamo almeno lottato per noi stessi e la nostra realizzazione.

Dedico già adesso le mie foto a chiunque abbia sogni, idee, creatività, demoni da sfogare. Fatelo. Dedico questa occasione di esporre per la prima volta al "grande pubblico" a L., perchè grazie a lei ho scoperto il potere di una ispirazione, di un'idea, un desiderio, un amore. Le favole finiscono senza lieto fine, ma la vita continua grazie a noi stessi. E grazie a tutti.


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Flipper di Neuroni - La compagnia del neurone giovedì, 02 marzo 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 13:51 [permalink] [Flipper di neuroni]

- Avrei molta più paura se Bush fosse medico e mi ordinasse una cura a base di fosforo.

- Il presidente americano dichiara che il terrorismo non fermerà il dialogo con i popoli. Giustissimo. Gli americani hanno sempre scritto "hello iraq" sulle bombe prima di lanciarle. Per educazione.

- L'unica bomba intelligente e' quella che si è fatto Fini in Giamaica.

- Se prendessimo tutti i musulmani e li lasciassimo in uno stanzino con Bush per un paio d'ore, risolveremo il problema del conflitto di civiltà? Forse no, però si sfogano per benino.

- Vignette. Quello che più mi preoccupa è la caricatura che fanno i governi. Rapporti stabili e chiari fra Italia e Libia: infatti la linea telefonica fra Berlusconi e Gheddafi non ha più fastidiosi disturbi di linea.

- Sdegno composto dell'opposizione per il discorso di Berlusconi al Congresso americano, trasmesso sul tg5. Berlusconi non mi sta simpatico, ma parla bene se ne ha voglia. Se ci andava Fassino, dovevano ricoverarlo per il cambio di fuso orario. D'Alema sarebbe un candidato ideale, ma sarebbe affondato con il suo yatch nel tentativo di raggiungere le rive del District of Columbia. Prodi non rischia l'anemia e non ha barche, ma avrebbe rischiato di far collassare il livello di attenzione del Congresso. Tanto che non si sarebbero svegliati nemmeno facendo sedere Bin Laden a cavalcioni su George. Berlusconi ha però il vizio di esagerare con gli aneddoti strappalacrime: secondo me, fu lo zio a farlo giurare sulla copia di Playboy; mi immagino mentre parla ad un Silvio frugoletto "Silvio! Bisogna essere amici di un paese che ha codesti tocchi di patata". Detto, fatto. Ma gli americani sono furbi: quelle non le esportano. La democrazia si. E' una cosa su cui meditare.

- Nuova legge sulle droghe: in sintesi, se spaccio o consumo non cambia, il mazzo me lo fanno comunque. E' una fortuna che la legge penale non sia retroattiva, perche' i redattori di questo testo si sono ammazzati di canne secondo me. Come si fa a pensare che un grammo di cocaina e un grammo di hashish siano uguali? Forse in An, forti dell'italico spirito di salute ed integrità, sono un po' ignoranti in materia. Mi immagino La Russa mentre assume un pezzo di hashish per via rettale (complice lo spacciatore che confeziona il pezzo da 2,5 g in forma ovoidale), Gasparri che usa la cocaina per imbiancare un pandoro e Storace, che fesso non è, mentre prepara un cannone girando prima la cartina vuota, e poi iniettando all'interno la droga con la siringa. Ha però ammesso che il tabacco liquido è stato un casino da preparare. L'unico dritto è Fini, che un cannone lo ha provato direttamente in Giamaica (e lì, bello mio, i cannoni li caricano bene): a vederlo però fa paura, perchè mi conferma che la droga può avere pesanti effetti anche dopo molto tempo. Le sue uscite sul voto amministrativo agli immigrati e sul "tre si e un no" al referendum sulle procreazione proverebbero che ogni tanto qualche cannone lo prova ancora. Però se lo fa girare dal verde Cento. Ma questo non lo sa nessuno.


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Scemenza e belle frasi martedì, 21 febbraio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 00:02 [permalink] [Angolo soggetto a retorica]

Il valore di una frase non sta nel dirla bene come in un film, e nemmeno al momento giusto.
Una parola si dimostra, prende vita nelle nostre mani e diventa azione, fatto, realtà. 
Altrimenti sono frasi di chi gioca a farsi beffe di qualcosa che in realtà non può comandare, ne avrà mai la forza di farlo.

Oggi una frase, e più frasi, mi hanno colpito. Riderò come un pazzo nell'attesa che diventino realtà. Indossando un frac e comode scarpe da tip tap per ballare oscenamente sulla tomba di qualcosa o di qualcuno.

Perchè lo scrivo qui? Per dire a tutti che non c'è una legge che imponga di essere stupidi e dire frasi da antologia. O c'è il rischio che qualcuno aspetti la vostra tomba per farvi il requiem a passo di danza.


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Etica dei mali martedì, 14 febbraio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 00:43 [permalink] [Pensiero che scorre]

Ci sono questioni di odio. Questioni di gioie negate a noi perchè qualcun'altro ne gode. E' il dannato problema del mondo, a fare i filosofi. Io sono scontento e non ho un cazzo. Tu hai qualcosa e ne sei felice. Ti odio e ti invidio. O vivo ammirandoti e/o rodendomi, o ti attacco e ti sottraggo ciò che desidero e non ho. Questa logica ha fatto muovere, fondamentalmente, tutte le guerre anche se in modo più complesso. Se non sono guerre, almeno comandano il 90% dei rapporti umani basati sullo scontro fra individui, o gruppi...
Odio, invidia e gelosia sono sentimenti che ognuno di noi prova. Almeno una volta nella vita una o più persone hanno incarnato questi sentimenti, da tanto glieli abbiamo riversati addosso.
Odio. Una perfezione vivida di sentimento. Lento e strisciante, cancella la nostra umanità perchè vorremmo il peggior male per chi odiamo.
Oppure invidia. Perchè ognuno pensa di non avere quello che un altro ha. Peggio ancora. L'invidia è la debolezza di chi non ha la forza per ottenere quello che gli manca. Consuma l'anima su se stessa fino a sibilare con il suo compagno, l'odio, maledizioni per chi invidiamo.
Gelosia. Quando non si ha la forza, o la possibilità che nulla centra con la nostra forza, per tenere in mano qualcosa solo per noi. La gelosia nasce dal vuoto della nostra sicurezza e del nostro desiderio, riempie quello spazio come un cancro, e come tale si innesta nei nostri pensieri, respira e vive con noi.
Sono pessimi sentimenti, perchè in molti casi nascono da noi stessi come veleno, e diventa quasi un'assuefazione perchè il desiderio non realizzato lascia un vuoto, che in qualche modo si deve colmare. Solo un santo, forse, non prova questo marciume dell'anima.
Non è possibile eliminare questi sentimenti. C'è solo l'ultimo barlume di ragione e di anima, un'anima forte e fiera, a dirci che se dobbiamo odiare, purtroppo siamo liberi di farlo, ma senza che nessun'altro ci vada di mezzo, se è una persona il perno su cui ruotano questi sentimenti fra due parti. Non si riesce ad ottenere niente facendo sapere che odiamo, invidiamo e siamo gelosi. O forse, come i veleni, entro piccole dosi e' come un antidoto. Ma non la teniamo noi la siringa per iniettare il veleno, non è nostro il pollice che decide la quantità. Mentre versiamo lacrime che nascono da sentimenti diversi e opposti, ci si rende conto che il nostro potenziale è distruggere quello che non possiamo ottenere, e ogni causa tale o presunta per cui si ha fallito. E volenti o nolenti alle volte è solo un pugno di cenere a rappresentare il trofeo delle nostre scelte e della nostra lotta, cenere di sentimenti e persone bruciate...oltre a noi stessi.

C'è solo un motivo per cui non si deve temere questa distruzione. Il desiderio dipende da noi, e non solo da noi, è vero. Non e' solo a causa nostra che si vince o si fallisce, alle volte senza che vi siano colpe per nessuno. Ma tutto il resto dipende da noi. E' il nostro potere e la possibilità di far nascere, ricrescere o creare qualcosa. O distruggere. E che cosa...quello dipende solo da cosa vogliamo in realtà.


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Filosofie su...anzi no...come si usa il blog. giovedì, 09 febbraio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 01:36 [permalink] [Flipper di neuroni]

Salve.

Sono FebbraioCerveza. Forse vi ricorderete di me per altri post, tipo la sfilza di parole che stanno sotto a questo spazio. Sono qui per fornirvi una guida pratica per godersi al meglio questo blog, che conta un discreto numero di visitatori. Giro di visite che ritengo soddisfacente, e sufficiente per dire che ci sono almeno 10 persone che non sanno che cazzo fare tutto il giorno. Grazie, ragazzi.

Partiamo dalla parte grafica: non c'è immagine, non c'è musica, non ci sono colori, ma il rettangolino del login che mi dice "benvenuto, Febbraiocerveza!" mi fa sentire molto a casa (se non lo trovate, chiedete alla categoria "calendario". Sarà felicissima di darvi delle indicazioni). Ci sono solo una sfilza di post con relative parole. Una perdita di tempo, tanto che per dare un senso a queste "pubblicazioni" ho preso tutte le parole scritte e le ho scomposte a piacimento per un avanzato esperimento letterario. Ho scoperto che con le varie lettere posso scrivere "scemo chi legge" per 1114 volte.

I contenuti dei post variano a seconda dell'umore e dell'intelletto del sottoscritto, nonchè di quanto voglio bene al mondo in un dato momento. Solo il fatto che scriva per voi questo post ne è la prova.
Possiamo trovare interessanti post sulla poesia, per niente noiosa e molto scorrevole, oppure raffinati ragionamenti di un ragazzo sensibile alle prese con gravi problemi sociali. Per non parlare di raffinate citazioni di filosofi famosi, e incredibili pièces comiche per allietare chiunque abbia, ahime, il dono della vista. Per esempio, posso citarvi un grandioso pezzo sulla discoteca e su come vestirsi, descrivendo il modaiolo che si veste come un incrocio fra top gun con la giacca di pelle e un figlio di Kurt Kobain. E' un pezzo molto drammatico, in realtà, quasi tragico dopo aver scoperto che anche io ho una giacca di pelle. O un altro esempio, non per vantarmi, ma questa volta di fine approccio poetico, dove affronto il tema dell'uomo perso nel proprio "mare", dopo aver scoperto che 3 ore di sonno e una dose letale di THC producono allucinazioni. Ringrazio ancora 50 cent, Zorro e Spongebob per la preziosa collaborazione. Ma non sto ad annoiarvi con pubblicita' simili, sono sicuro che vorrete leggere voi stessi i miei magnifici risultati. Quindi vi mostro subito i consigli utili per visitare il blog. Fate buon viaggio e ricordatevi che nel blog NON ci sono donnine nude.

POST DI FEBBRAIO: UTILIZZO E CONTROINDICAZIONI

I post di questo blog non sono a contenuto erotico e non raccontano avventure sessuali di ragazze. Se racconto le mie, la grazia delle mie parole potrebbe far evacuare un Palasport in una manciata di secondi. Non ci sono foto di donnine nude, solo uno sfondo nero e dei pensieri personali. Se invece vi garbano di piu' tette e culi, invito le mie lettrici a mostrare il loro interesse e spedirmi foto hard per arricchire il blog di nuovi contenuti.
Ma oramai mi sono convinto che il nero sia un colore molto bello e i post molto interessanti.

L'ordine di lettura dei post è all'occidentale (da sinistra verso destra), ma possono essere letti anche in senso contrario (da destra verso sinistra). Stimolante e molto divertente se siete in cerca di letture alternative.

La Tagboard è uno spazio dove si possono lasciare dei commenti veloci sul blog. Chiedo alla persona che si firma all'americana di cambiare stile. Oramai lo riconosco subito e non c'è il gusto della sorpresa. Ma sono sicuro che chiunque ci sia passato abbia lasciato argomenti interessanti e pertinenti. E ripeto che sono sicuro... Vabbe', no.

Lo spazio dei commenti per post è il vero luogo dove lasciare osservazioni, critiche, opinioni etc. Vista l'affluenza di tali discorsi nel blog, vi prometto che ad ogni commento ballerò in vostro onore sul tappetino del mouse. Inolte, se lasciate il vostro indirizzo, vi spedirò anche gli auguri a Natale.

Per far si che i contenuti di questo blog non vadano a nuocere alla vostra salute riproduttiva (non vi fracassi le palle, per intenderci), o non creino danni permanenti e risarcibili, vi consiglio di:
- spingere il vostro mouse con un ceffone fino a che il cursore non sarà puntato sulla x, in alto a destra
- con giusto sdegno, aprire la finestra e vedere se è vero che un monitor può esplodere al suolo
- convincervi che sono meglio poppe e culi e andare su
www.tetteeculi.com
- pensare intensamente a due camionisti che fanno l'amore (fa schifo ma mi dimenticherete per un po')
- assumere prima della lettura droghe pensati o leggere (vi faranno credere che siete ipnotizzati dal blog)
- ricordarvi che non è un blog porno. Quindi non aprite questo sito con le mutande già calate.

In caso di danni da depressione, contattatemi e vi darò la lista di blog veramente depressi dove potrete trovare, forse, mirabili consigli su come porre fine alla vostra vita. Oppure so come si fa il cappio. Non usate il gas. Costa troppo e poi i Russi rompono le palle.

Per ogni altro danno provocato alle vostre persone, sarò felice di risarcirvi con altre mie delizie celebrali. Attendo coraggiosi reclami.

Con affetto,

Febbraio Cerveza


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Lettera di Febbraio mercoledì, 08 febbraio 2006
  FebbraioCerveza perse del tempo, 19:45 [permalink] [Pensiero che scorre]

Il sogno ci ha fatti nascere
ci ha cresciuti e nutriti
usciti alla vita sotto la sua ala
Il sogno diventa poi fame
ambizione, desiderio, gloria
Urlo di dolore a nuova vita
usciamo nel freddo del mondo
Dispersi e privi di forze
Vogliamo un mondo che non conosciamo

Ma nessuno lo può negare
il nostro primo vagito e' nel sogno
impariamo dal dolore del fallimento
a costruire un sogno per morire
Vita priva di senso
se non sara' creata una nuova vita
rimanendo a sognare
ma versando sangue per realizzare
Versa a continua a lottare
Fino alla meta o all'inferno

Dove l'eroe e' morto
possiamo posare il nostro piede
salutando con rispetto
chi di sogno ha fatto vita vera
Dove chi desidera qualcosa
non si arrende ad un premio fasullo
Per chi trova il suo luogo
e vi scopre il proprio senso.
Dove chi d'amor c'ha nulla amato
lo viva perche' lo ha voluto.

Perdona e castiga,
urla e canta,
sii un santo spietato
benedici con il tuo sogno
persone che hai accanto
maledici con il tuo abisso
chi ruba la tua strada.
Ho persone care
e un mondo odiato
Devo a chi mi è vicino
Amico caro, compagno di vita
Amore che viene e che va
Sangue che mi hai generato.

Non perdono il resto
fallisco nella pietà
per chi mi viene contro
non avr&ogr